Malattie professionali +16,6%: come leggere i dati INAIL di gennaio–luglio 2026
In breve. Nei primi sette mesi del 2026 l'INAIL ha ricevuto 256.471 denunce di infortunio in occasione di lavoro (+4,9%), con 422 casi mortali (−2,3%), e 69.796 denunce di malattia professionale (+16,6%). Sono dati provvisori: una denuncia non è un caso riconosciuto, e l'aumento delle malattie professionali può dipendere anche da una maggiore attenzione nella segnalazione. In testa ci sono le patologie del sistema osteo-muscolare, che chiedono di riaprire la valutazione del sovraccarico biomeccanico ogni volta che il reparto cambia.
Riferimento: INAIL, comunicato stampa dell'8 settembre 2026 (dati di luglio) · rev. 22/10/2026
Cosa dicono i dati INAIL di gennaio–luglio 2026?
Ogni mese l'INAIL pubblica i dati provvisori su infortuni e malattie professionali. Quelli di luglio, diffusi l'8 settembre 2026, riguardano i primi sette mesi dell'anno e sono confrontati con lo stesso periodo del 2025, al netto degli studenti.
Indicatore | Gennaio–luglio 2026 | Rispetto al 2025 |
|---|---|---|
Denunce di infortunio in occasione di lavoro | 256.471 | +4,9% |
Casi mortali in occasione di lavoro | 422 | −2,3% |
Infortuni in itinere (tragitto casa–lavoro) | 58.870, di cui 160 mortali | +7,1% |
Denunce di malattia professionale | 69.796 | +16,6% |
Il numero che colpisce di più è l'ultimo.
Come vanno letti questi numeri?
Prima di trarre conclusioni servono due precisazioni. La prima: una denuncia non è un infortunio o una malattia riconosciuti. Si tratta di dati provvisori e l'Istituto stesso invita alla cautela nei confronti di breve periodo.
La seconda: l'aumento delle denunce di malattia professionale non va letto automaticamente come un peggioramento delle condizioni di lavoro. Può dipendere anche da una maggiore attenzione nella segnalazione. I dati di luglio, da soli, non permettono di distinguere le due cose.
Quali malattie professionali sono più denunciate?
In testa alle patologie denunciate ci sono quelle del sistema osteo-muscolare: schiena, spalle, arti superiori. Sono disturbi che non nascono da un evento preciso, ma da anni di movimentazione manuale dei carichi, posture scomode, movimenti ripetitivi, vibrazioni.
Perché la valutazione del sovraccarico biomeccanico invecchia?
Nella pratica la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico viene fatta, ma poi non segue l'evoluzione del reparto. Cambia il layout, arriva una macchina nuova, si modificano i ritmi di un turno, e il documento resta quello di tre anni prima. Il D.Lgs. 81/08 prevede invece che la valutazione dei rischi venga rielaborata quando ci sono modifiche significative del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro (art. 29, comma 3).
Con quali strumenti si valuta?
Gli strumenti tecnici esistono da tempo: le norme della serie ISO 11228 per sollevamento, traino e spinta e movimenti ripetitivi, con metodi come NIOSH e OCRA. Quello che fa la differenza è la frequenza con cui la valutazione viene riaperta e il coinvolgimento di chi quel lavoro lo fa ogni giorno. Un operatore che segnala una postazione scomoda sta dando un'informazione di valutazione del rischio, anche se non la chiama così.
Gli infortuni finiscono in cronaca, le malattie professionali quasi mai. Eppure questi numeri dicono che una parte importante della prevenzione dei prossimi anni si gioca proprio su questo terreno meno visibile.
Fonti
Servizio collegato: Sicurezza sul lavoro — valutazione dei rischi e RSPP esterno.
La valutazione della movimentazione manuale è ferma a qualche anno fa? Scrivi allo Studio.


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