FAQ · 23 RISPOSTE VALIDATE
Domande frequenti
Risposte brevi su sicurezza, manutenzione, verifiche e formazione. Ogni risposta riporta la norma di riferimento e la data di revisione; per il tuo caso specifico scrivi allo Studio.
TAV. 06 — FAQ · REV. 2026
01 Sicurezza sul lavoro · 7
02 Manutenzione · 4
03 Verifiche di legge · 4
04 Formazione · 6
05 Industria 4.0 · 2
Ogni risposta: norma e data di revisione
01 · SICUREZZA SUL LAVORO
Sicurezza sul lavoro
Sette domande su RSPP, valutazione dei rischi, macchine, ambienti confinati e lavori elettrici.
Quando conviene affidarsi a un RSPP esterno?
Quando in azienda non c'è una persona con i requisiti e il tempo per svolgere il ruolo, o quando i rischi richiedono competenze tecniche specifiche, come macchine, ATEX o ambienti confinati. In alcuni casi il servizio di prevenzione deve essere interno, per esempio nelle aziende industriali con più di 200 lavoratori o in quelle a rischio di incidente rilevante: lì un consulente esterno può affiancare il servizio, ma non sostituirlo.
Rif.: D.Lgs. 81/08, art. 31, commi 6 e 7 · rev. 18/10/2026
Quando va aggiornato il documento di valutazione dei rischi?
Dopo modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro rilevanti per la sicurezza, dopo infortuni significativi, quando i risultati della sorveglianza sanitaria lo richiedono e quando evolvono le tecniche di prevenzione e protezione. Il documento va rielaborato entro 30 giorni dalla causa che ha reso necessario l'aggiornamento.
Rif.: D.Lgs. 81/08, art. 29, comma 3 · rev. 18/10/2026
Cosa deve contenere il documento di valutazione dei rischi?
La relazione sulla valutazione di tutti i rischi, con i criteri usati; le misure di prevenzione e protezione e i DPI adottati; il programma delle misure per migliorare nel tempo la sicurezza; le procedure per attuarle e i ruoli aziendali che se ne occupano, affidati solo a persone con competenze e poteri adeguati; i nomi di RSPP, RLS e medico competente che hanno partecipato alla valutazione; le mansioni che espongono a rischi specifici e richiedono capacità professionale, esperienza, formazione e addestramento. Il documento deve avere data certa, che si può attestare con la firma del datore di lavoro e, per la prova della data, di RSPP, RLS e medico competente, se nominato.
Rif.: D.Lgs. 81/08, art. 28, comma 2 · rev. 19/10/2026
Cosa cambia con il Regolamento Macchine?
Dal 20 gennaio 2027 il Regolamento (UE) 2023/1230 sostituisce la Direttiva 2006/42/CE per le macchine immesse sul mercato da quella data. Tra le novità: istruzioni anche in formato digitale, requisiti contro l'alterazione dei sistemi di comando collegati in rete e regole per le modifiche sostanziali, dopo le quali chi ha modificato la macchina ne diventa il fabbricante. Le macchine già in servizio non vanno rimarcate.
Rif.: Regolamento (UE) 2023/1230 · Direttiva 2006/42/CE · rev. 18/10/2026
Quando un ambiente di lavoro è considerato confinato?
Il DPR 177/2011 non dà una definizione: rinvia agli ambienti «sospetti di inquinamento o confinati» del D.Lgs. 81/08, come pozzi, fogne, cisterne, serbatoi, silos e canalizzazioni. In pratica conta la combinazione di accessi limitati, ventilazione naturale sfavorevole e possibile presenza di gas, vapori o carenza di ossigeno, in uno spazio non pensato per la permanenza delle persone. In questi casi servono una valutazione specifica, procedure scritte e personale formato.
Rif.: DPR 177/2011 · D.Lgs. 81/08, artt. 66 e 121 e Allegato IV, punto 3 · rev. 18/10/2026
Il DPR 177/2011 vale anche per i lavori fatti dal personale interno?
I requisiti di qualificazione valgono per tutte le imprese e i lavoratori autonomi che operano in ambienti confinati o sospetti di inquinamento. Gli obblighi del committente su informazione, rappresentante e subappalto scattano invece quando il lavoro è affidato ad appaltatori o lavoratori autonomi dentro la propria azienda. In ogni caso il datore di lavoro deve valutare il rischio e garantire procedure, attrezzature e personale formato e addestrato.
Rif.: DPR 177/2011, artt. 1, comma 3, e 2 · rev. 18/10/2026
Si possono fare lavori sotto tensione?
In linea generale no: il D.Lgs. 81/08 li vieta. Sono ammessi con tensioni di sicurezza, oppure fino a 1000 V in corrente alternata da lavoratori riconosciuti idonei dal datore di lavoro secondo la norma tecnica (PEI), oppure sopra i 1000 V solo da aziende autorizzate dal Ministero del Lavoro; sempre con procedure e attrezzature conformi alle norme di buona tecnica. La CEI 11-27:2025 indica come conseguire l'idoneità ai lavori sotto tensione.
Rif.: D.Lgs. 81/08, art. 82 · DM 4/2/2011 · CEI 11-27:2025 · rev. 22/10/2026
02 · MANUTENZIONE
Manutenzione e facility management
Quattro domande su piani di manutenzione, strategie, sistemi informativi e controlli delle attrezzature.
Cosa deve contenere un piano di manutenzione?
L'elenco dei beni da mantenere e, per ciascuno, gli interventi con frequenza, responsabile e procedura di sicurezza; poi le risorse e i ricambi necessari e il modo in cui ogni intervento viene registrato. Per le attrezzature di lavoro il punto di partenza sono le istruzioni del fabbricante: il D.Lgs. 81/08 chiede di mantenerle in efficienza e di conservare per iscritto l'esito dei controlli periodici.
Rif.: D.Lgs. 81/08, art. 71, commi 4, 8 e 9 · UNI EN 13306 per la terminologia · rev. 18/10/2026
Che differenza c'è tra manutenzione preventiva, su condizione e a guasto?
La manutenzione a guasto interviene dopo l'avaria; la preventiva a intervalli prefissati di tempo o di utilizzo; quella su condizione quando il controllo di un parametro, come vibrazioni, temperatura o usura, segnala un degrado. La scelta dipende dalla criticità del bene e dal costo del fermo: per un componente poco critico e facile da sostituire, la manutenzione a guasto può essere la più conveniente.
Rif.: UNI EN 13306 · rev. 18/10/2026
Cos'è un sistema informativo di manutenzione?
È il software, spesso chiamato CMMS, che raccoglie anagrafica dei beni, piani, ordini di lavoro, ricambi e storico degli interventi. Serve a programmare il lavoro, a documentare i controlli eseguiti e a misurare il servizio con indicatori come disponibilità e tempi di intervento. Funziona se i dati di partenza sono affidabili: per questo il censimento dei beni viene prima della scelta del software.
Rif.: UNI EN 15341 per gli indicatori · rev. 18/10/2026
Ogni quanto vanno controllate le attrezzature di lavoro?
Con la frequenza indicata dal fabbricante o, in mancanza, dalle norme di buona tecnica e dai codici di buona prassi. Servono anche controlli straordinari dopo eventi eccezionali, come riparazioni, trasformazioni, incidenti o lunghi periodi di inattività. Le attrezzature dell'Allegato VII hanno in più le verifiche periodiche obbligatorie, con le frequenze fissate dalla norma.
Rif.: D.Lgs. 81/08, art. 71, commi 8, 9 e 11 · Allegato VII · rev. 18/10/2026
03 · VERIFICHE DI LEGGE
Verifiche di legge
Quattro domande su messa a terra e ascensori: chi verifica, ogni quanto e cosa succede se la verifica è scaduta.
Chi può effettuare la verifica periodica dell'impianto di messa a terra?
La ASL o l'ARPA competente, oppure un organismo di ispezione abilitato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lo sceglie il datore di lavoro, che deve comunicarne il nome all'INAIL tramite il portale CIVA. L'installatore non può farla: rilascia la dichiarazione di conformità, che è un documento diverso.
Rif.: DPR 462/01, artt. 4 e 7-bis · rev. 18/10/2026
Cosa succede se la verifica è scaduta?
Finché la verifica non viene eseguita il datore di lavoro è inadempiente ed è esposto alle sanzioni del D.Lgs. 81/08, sia in caso di controllo sia in caso di infortunio. Va richiesta subito: la nuova scadenza si conta dalla data del verbale. Con le comunicazioni al portale CIVA l'INAIL può individuare gli impianti rimasti senza verifica.
Rif.: DPR 462/01, artt. 4 e 7-bis · D.Lgs. 81/08 · rev. 18/10/2026
Chi deve richiedere la verifica dell'ascensore?
Il proprietario dello stabile o il suo legale rappresentante; in condominio, l'amministratore. La verifica è biennale e la esegue la ASL/ARPA o un organismo notificato scelto dal proprietario. È distinta dalla manutenzione periodica, che spetta alla ditta di manutenzione incaricata.
Rif.: DPR 162/99, art. 13 · rev. 18/10/2026
Ogni quanto vanno verificati gli ascensori?
Ogni due anni, con la verifica periodica che il proprietario o il suo legale rappresentante richiede alla ASL/ARPA o a un Organismo Notificato, come CNIM Srl. Tra una verifica e l'altra il manutentore abilitato controlla l'impianto almeno una volta ogni sei mesi per gli ascensori e una volta all'anno per i montacarichi, e annota i risultati sul libretto. Dopo un verbale negativo l'impianto resta fermo fino a una verifica straordinaria con esito favorevole.
Rif.: DPR 162/99, artt. 13, 14 e 15 · rev. 19/10/2026
04 · FORMAZIONE
Formazione
Sei domande su aggiornamenti, corsi per datori di lavoro e preposti, qualifiche PES e PAV ed e-learning.
Ogni quanto va aggiornata la formazione dei lavoratori?
Per i lavoratori l'aggiornamento è di almeno 6 ore ogni 5 anni; per i preposti di almeno 6 ore ogni 2 anni; per dirigenti e datori di lavoro di almeno 6 ore ogni 5 anni. Le regole sono quelle dell'Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24/05/2025.
Rif.: D.Lgs. 81/08, art. 37 · Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 · rev. 18/10/2026
Il datore di lavoro deve fare un corso anche se non è RSPP?
Sì. Con l'Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 ogni datore di lavoro deve frequentare un corso di 16 ore, da completare entro il 24/05/2027, con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. Se svolge direttamente i compiti di RSPP segue in più il percorso dedicato, con un modulo comune di 8 ore e i moduli del proprio settore.
Rif.: D.Lgs. 81/08, artt. 34 e 37, comma 7 · Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 · rev. 18/10/2026
Chi deve avere la qualifica PES o PAV?
Chi esegue lavori elettrici, cioè lavori su impianti elettrici o in loro prossimità con rischio elettrico. Il datore di lavoro attribuisce per iscritto la qualifica di persona esperta (PES) o avvertita (PAV), indicando le tipologie di lavori a cui si riferisce, in base a istruzione, esperienza e formazione: la stessa persona può essere PES per un tipo di lavoro e PAV o persona comune (PEC) per un altro. Per i lavori sotto tensione in bassa tensione serve in più l'idoneità specifica: la sesta edizione della norma non usa la sigla PEI, che per continuità con le altre sigle resta in uso. Il riferimento è la sesta edizione della norma CEI 11-27, in vigore da novembre 2025.
Rif.: D.Lgs. 81/08, art. 82 · CEI 11-27:2025 · CEI EN 50110-1:2024 · rev. 22/10/2026
La qualifica PES o PAV scade?
La qualifica non ha una data di scadenza, ma la CEI 11-27:2025 chiede di aggiornare la formazione ogni cinque anni, con 4 ore sugli argomenti propri dell'ambito di lavoro. Il datore di lavoro deve comunque verificare nel tempo che le persone qualificate mantengano conoscenze e capacità, e rivedere la qualifica quando cambiano mansioni, impianti o procedure, o dopo un lungo periodo senza lavori elettrici.
Rif.: CEI 11-27:2025 · rev. 22/10/2026
Chi deve frequentare il corso da preposto?
Chi sovrintende al lavoro di altri e ne controlla la corretta esecuzione: capireparto, capisquadra, capicantiere, capiturno. Il datore di lavoro deve individuare i preposti, e gli obblighi valgono anche per chi svolge la funzione di fatto, senza nomina formale. Il corso dura almeno 12 ore, solo in presenza o in videoconferenza sincrona, e va aggiornato ogni due anni con almeno 6 ore.
Rif.: D.Lgs. 81/08, artt. 2, 18 c. 1 lett. b-bis, 37 c. 7 e 299 · Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 · rev. 19/10/2026
I corsi in e-learning sono validi?
Sì, ma solo per alcuni corsi. Con l'Accordo Stato-Regioni del 2025 l'e-learning è ammesso per la formazione generale dei lavoratori, per la formazione specifica a rischio basso, per gli aggiornamenti dei lavoratori e per i corsi di dirigenti e datori di lavoro. Non è ammesso per la formazione specifica a rischio medio e alto, per i preposti, per le attrezzature e per gli ambienti confinati, che si fanno in presenza o, per la parte teorica, in videoconferenza sincrona. La piattaforma deve tracciare frequenza e verifica finale, e il corso non si può seguire da smartphone.
Rif.: Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 · rev. 19/10/2026
05 · INDUSTRIA 4.0
Industria 4.0
Due domande sulla perizia tecnica per l'iperammortamento 2026.
Serve la perizia anche per i beni sotto i 300.000 euro?
Sì. Per l'iperammortamento 2026 la perizia tecnica asseverata è richiesta per ogni bene, senza soglia. La soglia dei 300.000 euro, sotto la quale bastava una dichiarazione del legale rappresentante, valeva per il credito d'imposta Transizione 4.0.
Rif.: Legge 30/12/2025, n. 199, art. 1, commi 427–436 · decreto attuativo del 4/5/2026 · rev. 18/10/2026
Chi può firmare la perizia?
Un ingegnere o un perito industriale iscritto all'albo, con copertura assicurativa, oppure un ente di certificazione accreditato. Non può firmarla il fornitore del bene. Alla perizia si affianca la certificazione contabile di un revisore legale.
Rif.: decreto attuativo del 4/5/2026 · rev. 18/10/2026
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