Manutentori difficili da trovare: cosa può fare un'azienda
In breve. Nel bollettino Excelsior di luglio 2026 le imprese prevedevano 12.500 ingressi tra meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili, e per il 72,6% dichiaravano difficoltà di reperimento, contro una media del 42,6% su tutte le professioni. Il dato misura una difficoltà dichiarata, non le sue cause. Su una delle cause possibili un'azienda può agire subito: costruire le competenze invece di cercarle già pronte, con una mappa delle competenze, l'affiancamento, le procedure scritte e un percorso di crescita riconosciuto.
Riferimento: Unioncamere – Ministero del Lavoro, Excelsior, bollettino di luglio 2026 · rev. 22/10/2026
Quanto è difficile trovare manutentori?
Nel bollettino Excelsior di luglio 2026, curato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, le imprese prevedevano 12.500 ingressi tra meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili. Per il 72,6% di questi ingressi dichiaravano difficoltà di reperimento. La media su tutte le professioni, nello stesso bollettino, era del 42,6%. Per gli operai specializzati nell'installazione e manutenzione di attrezzature elettriche ed elettroniche la quota arrivava al 61,9%.
Il quadro non è isolato. Nel comunicato Excelsior di settembre le imprese segnalano difficoltà per il 44,1% degli ingressi previsti e indicano come causa principale la mancanza di candidati, più che la loro preparazione.
Perché conta anche per chi investe in sensori e intelligenza artificiale?
Si parla molto di sensori, piattaforme e intelligenza artificiale per la manutenzione. Sono strumenti utili, ma presuppongono qualcuno che sappia leggere un trend, smontare un cuscinetto senza rovinare la sede, allineare un giunto, capire se un allarme è un guasto o un falso positivo. Senza quelle persone la tecnologia sposta il problema, non lo risolve.
Quali sono le cause?
Il dato Excelsior misura una difficoltà dichiarata dalle imprese, non le sue cause. Le spiegazioni possibili sono diverse e probabilmente convivono: pochi giovani nei percorsi tecnici, un mestiere percepito come faticoso e poco visibile, retribuzioni e percorsi di crescita che non sempre riconoscono la specializzazione, aziende che cercano il profilo già pronto invece di costruirlo.
Che cosa può fare un'azienda subito?
Sull'ultimo punto un'azienda può agire senza aspettare la scuola o il mercato:
scrivere quali competenze servono davvero, meccaniche, elettriche, oleodinamiche e diagnostiche, e quali sono critiche per gli impianti di oggi;
affiancare ogni manutentore esperto a un collega più giovane, con un piano di trasferimento delle conoscenze e tempo dedicato;
trasformare le procedure che esistono solo nella testa di qualcuno in istruzioni scritte, con foto e valori di riferimento;
rendere visibile la crescita tecnica con un percorso riconosciuto, non solo con l'anzianità.
Che cosa c'entra la sicurezza?
Quando le persone esperte sono poche, il lavoro rischia di concentrarsi su pochi nomi, con più straordinari, più reperibilità e più interventi sotto pressione: proprio le condizioni in cui una procedura rischia di saltare. La manutenzione che funziona non è quella con più dati, ma quella che ha persone in grado di trasformarli in decisioni.
Fonti
Servizio collegato: Manutenzione industriale e facility management — organizzazione del servizio e procedure di manutenzione.
Procedure di manutenzione che esistono solo nella testa di qualcuno? Scrivi allo Studio per trasformarle in istruzioni.




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