Rischio rumore: perché 3 decibel in più valgono il doppio
In breve. Il decibel è una scala logaritmica: ogni 3 dB circa l'energia sonora raddoppia, ogni 10 dB si moltiplica per dieci. Per questo il LEX,8h, definito dall'art. 188 del D.Lgs. 81/08 secondo la ISO 1999, si calcola sull'energia e non come media dei valori letti: quattro ore a 88 dB(A) valgono otto ore a 85, e un quarto d'ora a 100 dB(A) porta da solo la giornata a circa 85. Le soglie dell'art. 189 sono 80, 85 e 87 dB(A); il valore limite si verifica tenendo conto dei protettori indossati (art. 193, comma 2).
Riferimento: D.Lgs. 81/08, artt. 188, 189 e 193 · rev. 22/10/2026
Perché tra 85 e 88 decibel c'è il doppio dell'energia?
Il decibel è una scala logaritmica: ogni 10 dB in più corrispondono a un'energia dieci volte maggiore, ogni 3 dB circa a un raddoppio. Tra 85 e 88 decibel la differenza sembra minima; in termini di energia sonora è il doppio.
Che cos'è il LEX,8h?
È il livello di esposizione giornaliera al rumore. L'articolo 188 del D.Lgs. 81/08 lo definisce come valore medio, ponderato nel tempo, dei livelli di esposizione per una giornata lavorativa nominale di otto ore, secondo la ISO 1999. Non è la media aritmetica dei valori letti sul fonometro: il calcolo si fa sull'energia.
Quanto pesano le lavorazioni brevi e rumorose?
Più di quanto si pensi. Queste esposizioni danno tutte, da sole, circa la stessa esposizione giornaliera:
Livello | Durata | LEX,8h |
|---|---|---|
85 dB(A) | 8 ore | 85 dB(A) |
88 dB(A) | 4 ore | circa 85 dB(A) |
91 dB(A) | 2 ore | circa 85 dB(A) |
100 dB(A) | 15 minuti | circa 85 dB(A) |
Un quarto d'ora a 100 dB(A), un livello raggiungibile con alcune smerigliatrici o con un soffiaggio ad aria compressa vicino all'orecchio, basta a portare l'esposizione dell'intera giornata a circa 85 dB(A), anche se per il resto del turno l'ambiente è silenzioso.
Quali sono le soglie dell'art. 189?
Soglia | LEX,8h | Picco |
|---|---|---|
Valore inferiore di azione | 80 dB(A) | 135 dB(C) |
Valore superiore di azione | 85 dB(A) | 137 dB(C) |
Valore limite di esposizione | 87 dB(A) | 140 dB(C) |
Tra il primo e l'ultimo ci sono soltanto 7 decibel, cioè un'energia circa cinque volte maggiore. Oltre il valore inferiore il datore di lavoro deve mettere a disposizione i protettori auricolari, dal valore superiore deve esigerne l'uso. Il valore limite, a differenza dei valori di azione, si verifica tenendo conto dell'attenuazione dei protettori indossati (art. 193, comma 2).
Che cosa se ne ricava in pratica?
Nella valutazione del rischio contano anche le lavorazioni brevi e intense, che spesso sfuggono proprio perché durano poco.
Ridurre il tempo di esposizione aiuta meno di quanto sembri, perché dimezzarlo vale soltanto 3 dB; intervenire sulla sorgente, con cofanature, silenziatori, ugelli di soffiaggio a bassa rumorosità e scelta di attrezzature meno rumorose, rende di più.
Un protettore auricolare tolto anche per poco tempo in un ambiente molto rumoroso perde gran parte della sua efficacia sull'intera giornata: un otoprotettore da 30 dB tolto per mezz'ora su otto ore protegge, nel complesso, come uno da circa 12 dB.
Che cosa c'entra la manutenzione?
Cuscinetti usurati, giunti disallineati, perdite d'aria e carter allentati aumentano il rumore delle macchine: un piano di manutenzione che tiene sotto controllo questi aspetti è anche una misura di prevenzione per l'udito. L'ipoacusia da rumore è progressiva e irreversibile. Quando ci si accorge di sentire meno, il danno è già fatto.
Fonti
Calcoli di esempio dello Studio (LEX,8h su base energetica)
Servizio collegato: Sicurezza sul lavoro — valutazione del rischio rumore.
La valutazione del rumore considera anche le lavorazioni di pochi minuti? Scrivi allo Studio.




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